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Countdown per Apple Watch in Italia

Mancano solo pochi giorni all’uscita sul mercato italiano del tanto attesto Apple Watch, il primo smartwatch di Cupertino. La data ufficiale di debutto è fissata per il 26 Giugno. Lo smartwatch sarà disponibile in tre diversi modelli, ciascuno con schermo di 38 o 42 millimetri: dal più economico Apple Watch Sport (399 euro) con cassa […]

Mancano solo pochi giorni all’uscita sul mercato italiano del tanto attesto Apple Watch, il primo smartwatch di Cupertino. La data ufficiale di debutto è fissata per il 26 Giugno.

Lo smartwatch sarà disponibile in tre diversi modelli, ciascuno con schermo di 38 o 42 millimetri: dal più economico Apple Watch Sport (399 euro) con cassa in alluminio e cinturino in fluoroelastomero al più lussuoso nonché costoso Apple Watch Edition con cassa in oro 18 carati (oltre 10 mila euro).

E nonostante i costi non proprio a portata di tutti, anche per questa uscita dobbiamo senz’altro aspettarci le ormai note file di acquirenti che partono anche da molto lontano per aggiudicarsi i primi posti e accaparrarsi l’oggetto prima del suo prevedibile esaurimento.

Ma, attenzione! SE anche voi vi siete ritrovati a “farci un pensierino”, sappiate che senza iPhone l’Apple Watch non funziona. Proprio così. No smartphone, no smartwatch.

Questo perché l’orologio ha bisogno di essere collegato alla connessione del telefono per poter eseguire tutte le sue funzioni. Beh, dal momento che si tratta di Apple, possiamo dire che un po’ ce lo aspettavamo.

Ben diverso lo smartwatch della concorrente Samsung. Il Samsung Gear S, infatti, non ha bisogno di essere collegato ad alcun dispositivo (il ché ne facilita l’acquisto da parte di chiunque), ha 4 Gb di memoria, programmi fitness sviluppati con Nike e una connessione 3G autonoma e il prezzo è di 399 euro.

Pare, poi, che lo smartwatch di casa Cupertino abbia sollevato qualche malumore rispetto al problema batteria: l’uso normale del dispositivo impone una carica ogni 18 ore, proprio come se fosse un telefono, ma bisogna considerare che per un uso intenso la durata della batteria potrebbe essere inferiore.

Inoltre, il caricabatterie non è il medesimo che per Mac e iPhone: e questo davvero non ce lo aspettavamo. Si poteva fare certo di meglio.

Ma, d’altra parte, questo è solo il primo passo di Apple nel settore wearable devices. Il futuro sarà ricco di varianti, alternative e novità. E chissà che non si ripeterà il fenomeno iPhone anche per l’Apple Watch.

E voi che ne dite? Restiamo in attesa di pareri e commenti, anche da chi lo ha già provato e può dirci qualcosa di più personale.

 

 

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16 Giugno 2015

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