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Il dilemma della lunghezza: meglio scrivere articoli lunghi o brevi?

Quando si parla di scrittura per il web e di blogging sono due i fari che devono guidare la produzione di contenuti: gli utenti e Google. L’obiettivo di chi opera online per promuoversi con azioni di content marketing è quello di ottenere il favore degli utenti e di posizionarsi favorevolmente sul gigante dei motori di […]

Quando si parla di scrittura per il web e di blogging sono due i fari che devono guidare la produzione di contenuti: gli utenti e Google.

L’obiettivo di chi opera online per promuoversi con azioni di content marketing è quello di ottenere il favore degli utenti e di posizionarsi favorevolmente sul gigante dei motori di ricerca. E le due cose,bisogna ricordarlo, vanno di pari passo.

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Difficilmente un articolo apprezzato dagli utenti con visite ed interazioni non verrà premiato con un buon posizionamento nella SERP di Google.

Ma c’è un vecchio dilemma che assilla chi si occupa di produrre articoli e contenuti testuali: quello della lunghezza.

Ci si chiede, cioè, se siano più apprezzati gli articoli brevi o lunghi. E quanto sia necessario scrivere per confezionare contenuti che abbiano qualche chance di ben posizionarsi su Google.

La risposta non è univoca. Dipende.

Come si sta impegnando a fare anche Google, con i recenti Quality update, l’obiettivo dev’essere uno solo: soddisfare gli intenti di ricerca degli utenti. La loro fame di risposte.

Ciò significa che, se lo scopo di un articolo è quello di spiegare procedimenti complessi o informare su argomenti molto elaborati, la sua lunghezza non potrà essere contenuta.

Gli utenti interessati a trovare delle risposte non saranno scoraggiati dalla mole di un articolo, se questo è interessante e completo delle informazioni di cui hanno bisogno.

Non a caso, il motore di ricerca tende a premiare i contenuti particolarmente lunghi.

Ma se una lunghezza considerevole non è supportata dalla padronanza dell’argomento, dall’accuratezza delle fonti e dalla chiarezza sarà percepita come superflua e noiosa. E il risultato sarà il rapido abbandono della pagina a favore di contenuti migliori.

Insomma, scrivere contenuti particolarmente prolissi per il solo scopo di accontentare il motore di ricerca è sbagliato e controproducente.

L’obiettivo dev’essere sempre un altro: la soddisfazione dell’utente.

Bisogna valutare caso per caso quanto dovrà essere lungo un contenuto. Se si può rispondere ad una domanda in poche righe, non ha senso scriverne molte di più.

E’ bene non abusare della pazienza dei lettori e limitarsi a fornire le risposte che stanno cercando in maniera esauriente e nel minor tempo possibile.

Vuoi produrre contenuti ben posizionati e apprezzati dagli utenti? Contatta Magicnet!

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29 Agosto 2017

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